Gli Italiani e i Social Media: qual è il rapporto tra social media e relazioni personali?

26/04/2017

Gli Italiani e i Social Media: qual è il rapporto tra social media e relazioni personali?

Blogmeter, società italiana attiva nel segmento della social media intelligence, ha condotto una ricerca dal nome "Italiani e Social Media"  intervistando un campione di 1.500 residenti iscritti almeno a un social nel nostro paese, diviso per sesso età e area geografica. Il fine della ricerca è quello di capire le motivazioni che spingono gli italiani a scaricare i social e soprattutto capire quale utilizzo viene fatto per ognuno di questi nella vita di tutti i giorni concentrandosi sui “perché”: che relazione hanno i social media con le relazioni personali, con gli acquisti, con l’informazione? A chi crediamo nel sempre più pesante sovraccarico informativo imposto dalla società? A chi dedichiamo più tempo?

La definizione dei social. La prima domanda che è sorta nel corso del processo di analisi è stata proprio: Cos'è un social? E in base a cosa può essere definito social? Partiamo quindi con la definizione di social network: "I S.N. sono software e piattaforme online che consentono l’interazione tra utenti, permettendo loro di scambiasi varie tipologie di contenuti, sia testuali sia audio e video. Come le reti sociali nella vita reale, ovvero nei reali rapporti tra persone, anche i social sono costituiti da un gruppo di persone unite da legami specifici. Al centro di ogni social network c’è infatti un “interesse” che accomuna chi vi prende parte." E' molto importante precisare inoltre che "I social non sono quello che noi chiamiamo social, sono quello che gli utenti definiscono tale." Le persone, infatti, considerano “social media” piattaforme come WhatsApp, Spotify e Tinder proprio perché per loro sono funzionali a costruire relazioni e scambio con altre persone, configurandosi come un passatempo.

A questo punto bisogna chiarire che i social non sono tutti uguali e che esistono due categorie distinte: i social di cittadinanza e i social funzionali.

Ci sono piattaforme che usiamo tutto il giorno, più volte al giorno e più volte a settimana: questi sono i social di cittadinanza che contribuiscono a definirci nel nostro agire digitale, di cui Facebook è il maggiore rappresentate – ben l’84% degli intervistati ha dichiarato di utilizzarlo più volte al giorno; gli altri sono YouTube, Instagram e Whatsapp. Ci sono poi i social funzionali, nel senso che soddisfano un need specifico e in questo caso, secondo i risultati della analisi di Blogmeter, i principali sono Google Plus, Twitter e Linkedin – rispettivamente il 40%, il 35% e il 31% degli intervistati afferma di usarli saltuariamente.

Le aziende che utilizzano i social come strumenti di lavoro devono decidere come comunicare al consumatore per riuscire a dialogare con efficacia. «Gli utenti entrano su un social per se stessi, per divertirsi, scambiarsi opinioni, parlare con amici e familiari. Il brand deve partire da questa premessa e coinvolgere le persone partendo proprio dalle loro passioni – dice Alberto Stracuzzi ,Customer Intelligence Director Blogmeter – I social sono ormai un canale di comunicazione maturo e senza dubbio molto efficace. Occorre però usare il tono giusto, sfruttando al meglio le caratteristiche della singola piattaforma, se si vuole stabilire una relazione davvero soddisfacente con le persone».

L'utilizzo per fasce di età. Dalla ricerca emerge che gli italiani non hanno remore a disiscriversi dai social. Il social più abbandonato in assoluto è Tinder: ben 3,5 italiani su 10 dichiarano di essersi iscritti e poi cancellati. Seguono Snapchat, con il 25%, Pinterest e Twitter, con il 10%. In termini di età, i risultati dell’analisi dimostrano che all’aumentare degli anni decresce il numero di social a cui si è iscritti: nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la media di social e servizi di messaggistica posseduti è superiore a sette, dopo i 45 anni, invece, scende a tre canali. I giovanissimi – utenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni – dichiarano inoltre di dedicare più tempo a Instagram e YouTube, ma al crescere dell’età subentrano Facebook (18-24) e televisione (per gli italiani dai 35 anni in su).

Perchè si utilizzano i social media? Il 21% degli utenti ha dichiarato che la curiosità e l'interesse sono le maggiori motivazioni che spingono a utilizzare i social; il 17% ha dichiarato che lo scopo di utilizzo è legato alla creazione di relazioni nuove e personali, mentre il 14% afferma di utilizzarli per svago o piacere. Solo il 4% degli intervistati pensa invece che sia inevitabile iscriversi ai social in una società come la nostra. Spostando il focus sulle ragioni di utilizzo di un social in particolare, Facebook si conferma il principale social per tutte le motivazioni sopra citate. Dopo Facebook, tra gli altri social media, emerge TripAdvisor per leggere recensioni, YouTube per informarsi, mentre per seguire brand e personaggi celebri gli intervistati preferiscono Instragram.

I social e gli altri media. Se da un lato Facebook si configura come il social a cui dedichiamo in assoluto la maggior parte del tempo, dall’altro canali di comunicazione più tradizionali come la televisione e i magazine continuano a mantenere una forte credibilità anche tra gli utenti del web. Infatti gli intervistati considerano come assolutamente credibili per informarsi tv e stampa, mentre al contrario ritengono poco affidabili Facebook, YouTube e i Blog. Quando però si tratta di acquistare, i canali che gli italiani digitalizzati considerano più attendibili sono i siti di acquisti online (Amazon e Ebay) e siti di recensione (TripAdvisor), e non più quindi la tv e la stampa. Ma qual è il rapporto di queste evidenze con il dibattito delle fake news? «Il tema delle fake news è una fake news: dalla ricerca si capisce che se una persona ha bisogno di informarsi, si rivolge a quei canali ritenuti autorevoli. Ciò non significa che poi le bufale non vengano condivise, ma che c’è molta più coscienza di quello che si tende comunemente a credere. Il problema reale nasce quando le testate giornalistiche riprendono informazioni non verificate da testate estere, e le persone, per una questione di fiducia, tenderanno a reputarle valide. È in questo contesto che una fake news diventa pericolosa», spiega Stracuzzi.

L’importanza delle celebrities e degli influencer.  Nell’ultima parte della sua ricerca, Blogmeter ha esplorato il mondo delle celebrities e degli influencer. Se cantanti, giornalisti e scrittori sono i personaggi di cui gli intervistati dichiarano di fidarsi di più, musicisti e TV personalities risultano i più seguiti (secondo il 33% del campione). Dall’analisi, emerge anche che il rapporto con gli influencer è però sfaccettato: se fanbase e credibilità sono aspetti non sempre correlati, età e numero di influencer seguiti sì. I giovani seguono un numero maggiore di personaggi appartenenti a categorie diverse, mentre invecchiando si diventa più selettivi. Le aziende devono quindi comprendere bene a quali target ci si rivolge nella scelta di un determinato influencer.

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