IAB Italia: la proposta di regolamentazione del Parlamento Europeo sull’ePrivacy rischia di danneggiare pesantemente i media e i cittadini europei

26/10/2017

LAssociazione ha organizzato oggi un workshop con lobiettivo di fornire informazioni e chiarimenti sul nuovo regolamento GDPR che entrerà in vigore dal 25 maggio 2018 –  e sugli sviluppi della proposta di regolamento e-privacy

 Milano, 26 ottobre 2017 – La proposta di regolamento e-privacy attualmente al vaglio del Parlamento Europeo mette in grave difficoltà i media e rischia di compromettere pesantemente l’esperienza di navigazione di tutti gli utenti europei. È questo uno degli importanti temi emersi oggi durante il workshop organizzato da IAB Italia, in collaborazione con il Dipartimento ICT&IP dello Studio Legale DGRS e con la partecipazione di ContactLab.

Il Workshop è stato, in primis, un’importante occasione di formazione sulla normativa GDPR e sui cambiamenti che tutti i player digitali dovranno apportare al loro business in seguito all’entrata in vigore del regolamento, prevista per il 25 maggio 2018.

Il mercato dell’informazione digitale europeo è fortemente legato all’utilizzo dei dati comportamentali che, mappati attraverso i cookies, tracciano in maniera anonima le preferenze e gli interessi degli utenti. Questa tecnologia è in grado da una parte di sostenere il mercato del digital advertising e dall’altro di dare valore all’esperienza degli utenti, che beneficiano di contenuti di qualità gratuiti e vedono offerte pubblicitarie in linea con i loro interessi.

La nuova Proposta di Regolamento ePrivacy così come è attualmente formulata, rischia di stravolgere l’equilibrio di questo sistema, con conseguenze critiche sulla salute dell’economia digitale e un concreto pericolo di minare la libertà e il pluralismo dell’informazione.

La democraticità del web e la possibilità di accesso a informazioni libere, gratuite e provenienti da fonti plurime, infatti, sono valori garantiti anche dall’advertising, che permette di ripagare i costi di produzione, elaborazione e distribuzione di contenuti di qualità.

La creazione di norme troppo restrittive in merito di e-Privacy – tra cui i recenti emendamenti votati dal Comitato del Parlamento Europeo LIBE (Civil Liberties, Justice e Home Affairs) – di fatto, toglie agli editori online la loro fonte di sostentamento e li obbliga a lavorare senza nessun ritorno economico.

Siamo molto preoccupati dallapproccio del Parlamento Europeo sul tema della Privacy, che mina alle basi il modello di business di numerose aziende del mercato digitale e avrà ripercussioni negative sulla diffusione delle informazioni online ha commentato Daniele Sesini, Direttore Generale IAB Italia.  “Gli eurodeputati che, pur con le migliori intenzioni, pensano di adottare queste misure estreme per proteggere i cittadini, finiranno per ledere un loro diritto fondamentale: la possibilità di accesso libero a diverse fonti di informazioni di qualità. Il diritto alla privacy dei cittadini, infatti, è già tutelati dal regolamento sulla protezione dei dati approvato lo scorso anno e il mercato italiano –  grazie alla Cookie Law, che come associazione abbiamo fortemente promosso e sostenuto –  è già un esempio virtuoso in merito di tutela dei consumatori.

A fronte di questo scenario, IAB Italia e le altre IAB nazionali stanno affiancando IAB Europe nello sforzo di sensibilizzazione delle Istituzioni Europee a favore di una giusta regolamentazione, che sarebbe vantaggiosa per l’economia digitale e per tutti i cittadini.

Inoltre, IAB sta collaborando attivamente anche con altre associazioni, per spingere le Istituzioni a riformulare la proposta di regolamento e-privacy: ne è un esempio la campagna #likeabadmovie lanciata da EDAA insieme a altre 10 associazioni di categoria europee – inclusa IAB Europe,  che racconta attraverso 5 video l’impatto negativo dei regolamenti sull’utilizzo del web: https://www.likeabadmovie.eu/ .

È proprio la maggioranza dei consumatori (80%) a voler sostenere la pubblicità online, preferendo i siti di informazione gratuiti, supportati da annunci: lo ha dimostrato la ricerca “GFK Europe online: an experience driven by advertising. I consumatori europei sono più soddisfatti delle loro esperienze gratuite rese possibili dagli annunci rispetto a quelle a pagamento, tanto che il 68% non paga mai per accedere ai contenuti o utilizzare la loro email. Addirittura, il 92% non navigherebbe più sul proprio sito preferito se diventasse a pagamento.

Senza il supporto del data-driven advertising, l’offerta informativa europea rischia di impoverirsi enormemente, con il 70% dei cittadini che abbandonerebbe Internet come fonte di informazioni se si trovassero a dover pagare l’accesso alle news online. Ciò porterebbe al collasso l’ecosistema digitale, con un rallentamento della crescita della pubblicità online di oltre il 50% e la maggioranza degli utenti (88%) che finirebbe per accedere al web molto meno di adesso. A soffrire di più sarebbero tra l’altro soprattutto i piccoli editori indipendenti, che, si prevede, accuseranno il taglio dei ricavi pubblicitari cinque volte di più dei “big” del Web (Fonte: datadrivenadvertising.eu)

 

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