I siti più visitati in Italia: la Top 100, l’analisi di SEMrush

15/07/2019

I siti più visitati in Italia: la Top 100, l’analisi di SEMrush

SEMrush in partnership con SearchOn Media Group ha analizzato i maggiori siti italiani e ha stilato una classifica dei top 100 domini in Italia. L'interessante ricerca evidenzia le caratteristiche principali di questi siti: le fonti di traffico, CMS, domini di riferimento, social media, i backlink e tanto altro.

Dall'analisi è emerso che i CMS più utilizzati dai grandi siti web sono tecnologie proprietarie o comunque rielaborate, il che risulta normale se si pensa alle esigenze specifiche dei molti portali coinvolti. Ma è anche emerso che WordPress supporta siti editoriali ad altissimo traffico e con esigenze di gestione non banali. Adobe risulta invece presente in quei segmenti enterprise nei quali è necessario un mix di distribuzione di contenuti e personalizzazione sull’esperienza d’uso dell’utente.

Le sorgenti di traffico dei siti più visitati in Italia cambiano da sito a sito ma le sorgenti principali si concentrano su Google o sul traffico diretto. E' invece significativo il dato social, per quanto i nuovi media stiano occupando fasce significative del nostro tempo la loro progressiva trasformazione in ecosistemi chiusi ha reso il traffico in uscita sempre più marginale. Soltanto alcuni giornali riescono a migliorare la metrica arrivando intorno al 10%.

La maggior parte del traffico dei siti analizzati arriva da mobile, ormai l’utenza desktop non supera la singola cifra percentuale. Le transazioni da cellulare sono sempre più comuni: siti di viaggi e vari servizi a sottoscrizione, hanno comunque un traffico prevalentemente mobile. La fascia di popolazione che ha confidenza con gli acquisti da dispositivi touch sta crescendo in maniera non trascurabile e questo impatterà sulle conversion rate anche dei siti più piccoli.

Il leader del traffico prodotto a livello social resta ancora Facebook e con un distacco notevole rispetto ai suoi concorrenti. Anche se Facebook ha comunque percentuali irrisorie rispetto al totale del traffico dei siti web, motivato dalla scelta stessa della piattaforma, orientata verso la creazione di un ecosistema chiuso e con una capacità di diffondere i contenuti limitata.

Interessante il posizionamento di Instagram e YouTube che non nascono per generare traffico ma si stanno rapidamente evolvendo. Producono numeri molto più significativi di Pinterest e LinkedIn, ad esempio, piattaforme che permettono di linkare all’esterno in maniera molto più spinta.

 

Credit image by @SEMrush

articolo di C. Di Iorgi

 

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