IAB Digital Breakfast: idee condivise a colazione

29/05/2018

IAB Digital Breakfast: idee condivise a colazione

Quest'anno IAB Italia ha inagurato la IAB Digital Breakfast, un nuovo format d'incontri di aggiornamento dedicati ai Soci durante i quali IAB presenta le attività in corso e i progetti futuri, raccogliendo input per indirizzare al meglio le attività. Tra un caffé, un cappuccino e una brioche la Digital Breakfast è anche un’occasione di confronto sui temi caldi del settore, con l’obiettivo di supportare i Soci nelle richieste di maggiori approfondimenti.

La seconda edizione della IAB Digital Breakfast si è tenuta il 18 maggio, appuntamento durante il quale si è discusso di:

-  Consent Framework: piattaforma di IAB Europe e altre piattaforme

- Eventi IAB Italia

L'obiettivo dell'incontro era far chiarezza sui cambiamenti che avverranno con l’applicazione del Regolamento Europeo GDPR per il mercato del marketing digitale in Italia. Mentre, infatti, la frenesia dell’adeguamento alle normative del GDPR colpisce la maggior parte delle aziende italiane, IAB Italia ha fatto chiarezza sulla situazione prettamente italiana sgomberando il campo da dubbi e inesattezze che circolano sul reale impatto del nuovo Regolamento europeo nel settore della pubblicità digitale.

Mentre la frenesia dell’adeguamento alle normative del GDPR colpisce la maggior parte delle aziende italiane, IAB Italia si è impegnata a sgomberare il campo da dubbi e inesattezze che circolano sul reale impatto del nuovo Regolamento europeo nel settore della pubblicità digitale.

In vista del prossimo 25 maggio, i mercati internazionali sono chiamati ad abbandonare il cosiddetto approccio “opt-out” – nel quale l’utente che non vuole che vengano tracciate le sue abitudini di navigazione deve attivarsi personalmente, entrando nelle policy di privacy di ciascun sito web visitato per esprimere la propria volontà, poiché il sito lo traccia di default senza nessuna richiesta esplicita e preventiva – e introdurre quello “opt-in”, ove viene chiesto il consenso esplicito preventivo.

Molto rumore, quando la soluzione in Italia c’è già....
“Nonostante le numerose preoccupazioni, l’applicazione del GDPR – sul fronte del tracciamento dei dati web ai fini pubblicitari – sarà per le aziende italiane del marketing sostanzialmente indolore in quanto, già nel 2015, il Garante Italiano per la Privacy ha imposto a tutti gli operatori l’adozione di un processo basato sull’informazione preventiva e sulla raccolta del consenso esplicito dell’utente che deve avvenire prima dell’erogazione dei cookie di profilazione sul sito da lui visitato”, commenta Daniele Sesini, direttore generale di IAB Italia.

Si tratta nello specifico di quella che viene identificata con il nome di “cookie law” - figlia della Direttiva Europea sull’e-Privacy del 2009 - che ha obbligato tutti i siti web italiani a prevedere un banner che informi preventivamente l’utente sulla raccolta e sull’utilizzo di informazioni legate alla navigazione dell’utente tramite cookie (cd. informativa breve). Il GDPR non disciplina nello specifico le modalità di tracciamento e trattamento dei dati sul web, rimandando per l’appunto alle disposizioni della Direttiva Europea e-Privacy 2009.

Il caso italiano, un esempio virtuoso per tutti gli altri paesi europei
“Se gli altri paesi europei hanno optato per un’implementazione più lasca della Direttiva Europea del 2009, l’Italia – attraverso il Garante per la Privacy – ha preferito una strada più rigida, garantendo, anche se in misura semplificata, un opt-in a tutti gli utenti del sito. Una scelta di comodo, che oggi pone però questi stessi paesi in una situazione di svantaggio rispetto all’Italia che, va ammesso, è stata lungimirante grazie al lavoro corale di IAB Italia e diverse associazioni del settore di concerto con il Garante. Va infine ricordato che il GDPR è un "Regolamento" e non una “Direttiva”, il che implica che questa volta la sua attuazione è obbligatoria per tutti gli stati membri con la possibilità per l’Europa di sanzionare coloro che non rispettano quanto espressamente richiesto” – prosegue Sesini.

Le criticità per chi lavora con partner internazionali
Nonostante la situazione italiana non richieda ulteriori adempimenti, molti operatori italiani del settore lamentano di essere costretti dai loro partner internazionali e dagli OTT ad adottare strumenti di “certificazione e condivisione” del consenso più onerosi di quanto strettamente necessario. In questi casi, IAB Italia suggerisce di adottare anche il “Consent Framework” recentemente sviluppato da IAB Europa, un sistema che permette di gestire i processi di raccolta e condivisione del consenso tra partner della filiera in modo semplice e univoco.
In particolare, IAB Italia suggerisce di integrare la CMP (“consent management platform”, la piattaforma che gestisce il consenso degli utenti) mantenendo la modalità semplificata di acquisizione del consenso - anche tramite il prosieguo della navigazione o lo scroll di pagina da parte dell’utente - come previsto dall’attuale cookie law, che rimane valida per il mercato italiano sino a quando entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo e-Privacy.

“In una situazione di mercato in cui c’è ancora molta preoccupazione e incertezza sul tema, è importante che tutti collaborino per evitare di aumentare la confusione e per sostenere i publisher e gli operatori locali. Auspichiamo che anche gli OTT supportino e adottino unicamente la soluzione proposta da IAB Europe, che si contraddistingue per essere aperta, universale e super partes” – conclude Daniele Sesini.

La lista dei vendor che hanno sottoscritto il Consent Framework di IAB EU è riportata qui:
https://advertisingconsent.eu/transparency-consent-framework-global-vendor-list/

Per maggiori informazioni sulla versione 1.1 della CMP di IAB Europe si può consultare la pagina:
https://advertisingconsent.eu/#gvcmp

 

 

 

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